Sicilia di tesori

Col Gen Verde costellazione di eventi a Palermo, in famiglia ad Enna, perle e lacrime a Lampedusa

ultimo aggiornamento 01/06/2018 16:37:24
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Terra di dolore e di gioia, di accoglienza e pietà, la Sicilia.
 
Ci torniamo dopo un anno, incastonando il nostro contributo nel Progetto “Palermo, capitale della cultura dell’Unità e della Fraternità”, promosso dal Movimento dei Focolari nel contesto delle manifestazioni per “Palermo Capitale italiana della cultura 2018”.
 
Ed eccoci qui, con i nostri amici studenti del Liceo “Basile”, che col loro entusiasmo e concretezza hanno coinvolto altri amici in nuovi workshop e nella performance conclusiva. E insieme a loro, in un vivace flashmob nella centralissima via Maqueda, abbiamo ballato e cantato Turn it Up: un’opportunità per comunicare il desiderio di un mondo più unito e fraterno.
 
Infine il concerto On the Other Side, in un Golden gremito e gioioso. Abbiamo visto brillare l’oro dei palermitani, la capacita “di sacrificare tutto per il bene di tutti”.
 
Un fuori programma ci ha portato a trascorrere un’ora di conoscenza reciproca e scambio nella Missione della Speranza e Carità di Biagio Conte. Salutiamo così Palermo, con il cuore grato per aver conosciuto una realtà che si spende e dà la vita per la sua città.
 
Poi un salto a Enna. Breve ma intenso. Al cinema Grivi – sold out già dieci giorni prima –col concerto acustico “La vita Live” abbiamo sperimentato il cuore caldo di una “fredda” cittadina di montagna, come in famiglia.
 
Infine Lampedusa, frontiera di accoglienza generosa fino all’eroismo, sempre presente nei nostri concerti attraverso Chi piange per te, brano ispirato al naufragio che ha visto morire sulle sue coste centinaia di migranti. Il nostro sogno di rendere omaggio a tutti proprio lì ha potuto realizzarsi grazie al lavoro, al coraggio, alla fede di tanti lampedusani.
 
Abbiamo incontrato più di 500 fra giovani e bambini, dai 3 ai 20 anni: bellezza di cuore, gioia, vivacità, serietà nelle cose.
 
Non poteva mancare una visita al cimitero dove sono sepolti i migranti morti in mare. Momento indimenticabile Li porteremo in cuore e saremo la loro voce per dire, nei loro momenti di maggiore solitudine e sofferenza: "io volevo essere accanto a te".
 
Il concerto, in piazza, a coronare il tutto e a dire il nostro grazie a Lampedusa per l’instancabile accoglienza e amore.
 
Che commozione, dopo “Chi piange per te?”, tutta quella piazza in piedi in un applauso senza fine, quasi l’eco del nostro grazie.
 
«Sono molto felice dell'anima collettiva che si è realizzata a Lampedusa grazie al Gen verde! Soprattutto nel nome di una bimba che non può essere più conosciuto (riferimento alla piccola migrante di cui si canta in “Chi piange per te”, N.d.R.). Io credo che grazie al “noi”, il nome della bimba sia: “Alma, anima!”»
 
«In 63 anni non ho mai visto una cosa del genere, volevo trattenermi dal piangere ma non ci sono riuscito. Uno più sensibile sinni va mortu! (Se ne va morto, N.d.R.). Non volevo più andar via. Bello, bello, bello...».
 
«Oggi ho imparato una piccola grande lezione: il dolore può trasformarsi in arte e portare gioia non solo a se stessi, ma anche agli altri. Grazie, da una studentessa lampedusana che da oggi cercherà di migliorarsi per rendere bello un piccolo pezzo di mondo».