Katowice, dalle miniere un diamante che si chiama “insieme”

Nella città polacca giorni indimenticabili all’insegna della cultura dell’incontro

ultimo aggiornamento 27/06/2016 09:11:48
2015 04 Katowice - 31

Katowice, nel sud della Polonia, città mineraria per eccellenza. Lì da molto tempo un gruppo di persone sta tessendo una rete di rapporti fraterni e sinceri di collaborazione tra cristiani di varie chiese, ebrei, musulmani, mondo academico e Comune. Con la pazienza tenace di chi scava in una miniera, sicuro di trovare tesori.
 
Ci hanno invitate in occasione dei 150 anni dalla fondazione della città. È stata una settimana all’insegna dell’incontro e dell’accoglienza di chi ci sembra diverso, per “scoprire il mondo dell’altro – come ha detto il sindaco – e tirare fuori ciò che abbiamo in comune”, riconoscendo alla fine “quanto in realtà siamo simili”.
 
Abbiamo lavorato nei workshop con 140 giovani meravigliosi, bravissimi, espressione di un popolo aperto, profondo e sensibile, plasmato da una fede provata da tante sofferenze. Ci hanno detto di avere sperimentato un’unità e una fiducia che li hanno trasformati e fatti volare.
 
Lo spettacolo era nella NOSPR, nuovissima sala costruita su una vecchia miniera, tempio della musica sinfonica che si è aperto (per la prima volta nella sua storia) al nostro rock. 1450 persone assiepate dappertutto hanno vibrato con noi fin dall’inizio e poi in crescendo; alla prima parola cantata in polacco (abbiamo tradotto il ritornello di due brani) è scoppiato un applauso di commozione, e alla fine del concerto c’era una gioia esplosiva.
 
Spettacolo nello spettacolo, vedere alla fine sul palco in un abbraccio non solo ideale il sindaco, un rappresentante della comunità cattolica, un rappresentante della comunità ebraica e un imam: testimonianza di una fraternità coltivata da anni.  
 
Un sacerdote commentava: “Siamo testimoni forse di un miracolo. Se abbiamo tra noi questi giovani, come vi abbiamo visto oggi, il mondo non morirà. Con questo metodo di dialogo potete salvare il mondo”.
E il rabbino: “Non dobbiamo avere paura del futuro”, perché – continuava l’imam – “siamo insieme”.
 
Insieme”: ripetuto a più voci e con diversi accenti, vissuto e toccato con mano. “Insieme”: radice di un futuro di pace. “Insieme”: è il diamante che le miniere di Katowice ci hanno regalato.